Approvata Legge regionale sugli Appalti «Ancora punti critici ma su alcuni aspetti la politica ci ha ascoltato»

Data di pubblicazione: 
Giovedì, Marzo 8, 2018

«Sono ancora diversi i punti critici contenuti nel testo normativo approvato dal Consiglio Regionale lo scorso 7 marzo, ma su alcuni aspetti siamo riusciti a incidere». Il presidente Sandro Catta si dice soddisfatto dell’azione propositiva portata avanti in collaborazione con l’Ordine degli Architetti e la Rete delle Professioni Tecniche, «ma l’accelerazione improvvisa dell’iter di approvazione della Legge regionale sugli Appalti – dice il presidente – ha fortemente limitato la possibilità di far fruttare a pieno quel processo di confronto aperto che era stato sino ad allora portato avanti dall’amministrazione regionale».

Restano diversi, in ogni caso, i passaggi che avrebbero meritato un approfondimento di analisi. La stessa Autorità nazionale Anticorruzione ha sottolineato in una nota, inviata alla Regione il 2 marzo, in particolare le criticità contenute negli articoli 35 (sulla commissione giudicatrice) e 43 (sulle stazioni appaltanti) della nuova normativa.

Discutibile la decisione di istituire una società in house che si occupi dello studio, la progettazione, la realizzazione e la gestione di opere pubbliche di competenza e/o di interesse regionale: «Non siamo contrari a priori alla istituzione di un simile strumento – prosegue Catta –, ma sono tanti i punti critici da chiarire: come tecnici riteniamo che la PA, in nome della qualità delle opere, dovrebbe affidare la progettazione di opere strategiche preferibilmente attraverso procedure concorsuali che garantiscano la competizione tra le eccellenze regionali, nazionali e internazionali»

 

 

In ogni caso tra il momento dell’approvazione in commissione e il voto in aula, alcune delle istanze presentate dai tecnici sono riuscite a trovare spazio nell’ultima versione del testo. «Abbiamo fatto delle proposte anche dopo l’approvazione del testo in commissione e siamo riusciti ad ottenere qualche risultato, ad esempio la modifica dell’art. 21 comma 3 sulle modalità di affidamento di contratti pubblici sotto la soglia dei 40 mila euro che nell’originaria formulazione avrebbe portato a difficoltà di valutazione per la PA e a una contrazione della concorrenza nel mercato» dice Catta che conclude: «Abbiamo perso un’occasione. Con questa legge si sarebbero potute risolvere anche alcune criticità aperte, come la questione degli incentivi per le funzioni tecniche da riconoscere ai dipendenti dell’amministrazione».

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