Criteri ambientali minimi: ecco le regole per costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici

Data di pubblicazione: 
Lunedì, Novembre 13, 2017

Ridurre gli impatti ambientali degli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici, considerati in un'ottica di ciclo di vita attraverso l’implementazione di Criteri ambientali minimi. È uno degli obiettivi del decreto del Ministero dell'ambiente dell'11 ottobre 2017 recante "Criteri ambientali minimi per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici" pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 259 del 6 novembre scorso.

Il decreto, sul quale OIC e Fondazione stanno preparando una serie di incontri formativi di approfondimento e orientati all’acquisizione delle nuove qualifiche previste, rientra tra le norme attuative del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) e modifica il DM 11 gennaio 2017, che ha definito i criteri ambientali minimi per gli arredi interni, l’edilizia e i prodotti tessili, stabilendo gli accorgimenti da tenere presenti nella fase di progettazione.
   
Obiettivo primario dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) è sollevare la media delle prestazioni ambientali degli edifici in un’ottica di ciclo di vita. I CAM, precisa il decreto, non si sostituiscono, ma si aggiungono ai criteri normalmente presenti in un capitolato tecnico, la normativa nazionale, inoltre non prevale su norme regionali maggiormente rigide sull’argomento.
 
Il decreto prevede quindi una serie di requisiti premianti per la valutazione delle offerte, ad esempio l’utilizzo di materiali riciclati, o la redazione della proposta da parte di un progettista esperto sugli aspetti energetici e ambientali degli edifici.

La normativa appena entrata in vigore inciderà anche sulla programmazione delle gare e sulla definizione degli appalti: l’amministrazione dovrà infatti valutare se sia realmente necessaria la costruzione di un nuovo edificio o se si possa invece adeguarne uno esistente, migliorandone la qualità ed estendendone il ciclo di vita utile. Una volta decretata la necessità di una nuova costruzione, la Stazione appaltante deve accertare che la progettazione sia affidata a professionisti abilitati e che la diagnosi energetica sia affidata a professionisti esperti e certificati ai sensi delle norme Europee vigenti. La stazione appaltante può quindi selezionare i progetti sottoposti ad una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell'edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetica ed ambientale degli edifici di livello nazionale o internazionale.

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