Mancata SCIA o accertamento di conformità?

Data di pubblicazione: 
Lunedì, Maggio 15, 2017

A due anni dall'entrata in vigore della L.R. 08/2015, che introduce la Mancata Scia, ancora molti professionisti nutrono dubbi sulle sue condizioni di applicabilità in luogo della Richiesta di Accertamento di Conformità. La Mancata Scia è uno strumento pensato per facilitare la regolarizzazione di piccole difformità edilizie rispetto al progetto approvato. Tuttavia, una diffusa interpretazione ritiene infatti che la Mancata Scia si possa applicare solo per le opere eseguite dopo l’aprile 2015. Alla luce di questo, molti liberi professionisti e amministrazioni comunali preferiscono continuare ad utilizzare il procedimento edilizio della Richiesta di Accertamento di Conformità per le opere eseguite prima dell’entrata in vigore della L.R. 08/2015. A tutt’oggi il limite tra utilizzo dei due procedimenti edilizi non sembra ben tracciato.

Il vantaggio principale della Mancata Scia risiede nel straordinario snellimento delle tempistiche nell'evasione delle pratiche edilizie, dietro il semplice pagamento di una sanzione pecuniaria da parte del responsabile della difformità eseguita che va dai 500 euro ai 1000 euro.

A marzo di quest’anno è peraltro entrato a regime il SUAPE che impone, oltre alla presentazione telematica delle pratiche edilizie in tutta la Sardegna, anche l’utilizzo di una modulistica unica in tutto il territorio regionale, la quale impone una necessaria univocità della interpretazione normativa.

Sarà la volta buona che anche l’interpretazione sull’uso della mancata SCIA diventi univoca?

 

 

Riferimenti normativi:

L.R. 23/85 Art. 14 (Opere eseguite in assenza di SCIA)

1. L’esecuzione di opere in assenza di SCIA o in difformità da essa comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione delle opere stesse e, comunque, in misura non inferiore a euro 1.000.

2. In caso di esecuzione di opere in assenza di SCIA, nei casi in cui è prescritta ed avrebbe potuto essere rilasciata, si applica una sanzione amministrativa pari a euro 500, quando la SCIA è gratuita, o pari al doppio dell’importo dovuto, nei casi di SCIA onerosa. In tali casi, il richiedente trasmette una comunicazione di mancata SCIA corredata di tutti gli elaborati previsti. La SCIA spontaneamente effettuata quando l’intervento è in corso di esecuzione comporta il pagamento, a titolo di sanzione, della somma di euro 500.

3. Quando le opere sono eseguite senza SCIA su immobili comunque vincolati da leggi statali e regionali, nonché dalle altre norme urbanistiche vigenti, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, l’autorità competente a vigilare sull’osservanza del vincolo ordina la rimessione in pristino a cura e spese del responsabile ed irroga una sanzione pecuniaria da euro 500 a euro 10.000.

4. Qualora le opere siano eseguite in assenza di SCIA in dipendenza di calamità naturali o di avversità atmosferiche dichiarate di carattere eccezionale la sanzione non è dovuta.

5. Le sanzioni pecuniarie di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano sempreché le opere eseguite non contrastino con prevalenti interessi pubblici. La valutazione è di competenza dell’amministrazione comunale, su parere vincolante dell’amministrazione competente a vigilare sull’osservanza del vincolo nei casi di cui al comma 3.

6. Nel caso in cui le opere eseguite senza SCIA contrastino con prevalenti interessi pubblici, il comune ne ordina la demolizione e rimessione in pristino a cura e spese del responsabile dell’abuso.

7. L’accertamento del valore di cui al comma 1 è effettuato secondo le disposizioni di cui all’articolo 7, commi 3, 4, 5 e 6.

 

 

L.R. 23/85 Art.16 – Accertamento di conformità

1. Le opere realizzate in assenza di permesso di costruire, in totale o parziale difformità, con variazioni essenziali, in assenza di autorizzazione possono ottenere il permesso di costruire o l’autorizzazione in sanatoria, quando siano conformi agli strumenti urbanistici generali o attuativi approvati e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della realizzazione dell’opera che al momento della presentazione della domanda.

2. A tal fine, il responsabile dell’abuso deve presentare apposita richiesta al sindaco, prima della scadenza dei termini di cui agli articoli 6, secondo comma, e 7, primo comma, della presente legge.

3. La richiesta di sanatoria s’intende respinta qualora il sindaco non si pronunci entro sessanta giorni.

4. Il rilascio del permesso di costruire in sanatoria è subordinato al pagamento degli oneri di permesso di costruire dovuti in conformità alla normativa vigente, in misura doppia.

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