OIC al Congresso Nazionale degli Ingegneri: mozioni su equo compenso e recupero del costruito

Data di pubblicazione: 
Sabato, Settembre 15, 2018

Equo compenso e recupero del costruito. Sono due le mozioni presentate da OIC nel corso del 63mo Congresso degli Ingegneri Italiani che si è svolto a Roma il 13 e 14 settembre. 

Sul tema dell’Equo compenso, i tecnici cagliaritani hanno proposto di lavorare per favorire l'applicazione del principio dell'equo compenso per contrastare ribassi eccessivi anche mediante la stesura di documenti e procedure semplificate sulla valutazione dell'anomalia dell'offerta, da veicolare a tutte le stazioni appaltanti sottoscrivendo preliminarmente accordi con Anci e Regioni, ed al contempo delineando profili chiari di illegittimità deontologica da introdurre nei singoli regolamenti territoriali. Come specificato dal presidente CNI Armando Zambrano nel corso dei lavori, l’equo compenso rappresenta solo un punto di partenza, l’obiettivo sarà quello di applicarlo e farlo applicare, in particolare dalle pubbliche amministrazioni. Il Centro Studi CNI ha elaborato un documento che precisa l’ambito di operatività dell’equo compenso e si sofferma sull’estensione della sua applicazione ai contratti stipulati con la pubblica amministrazione. 

Per quanto riguarda il recupero del costruito, la mozione di OIC propone la semplificazione dell'attività di recupero del costruito, soprattutto degli anni del boom economico, attraverso l’introduzione delle misure di tolleranza edilizia superiore al 2% di cantiere: non un condono generalizzato ma uno strumento di discernimento tra difformità sostanziali e meramente formali. Secondo l’Ordine è necessario intervenire contestualmente sull'art. 37 del DPR 380, riguardante la doppia conformità, al fine di evitare ad esempio la demolizione e ricostruzione identica di volumi edilizi leciti oggi, ma non in passato.

UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE

Al centro dei lavori del meeting, che ha visto tra gli ospiti il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli eil ministro della coesione territoriale Barbara Lezzi, c’era il tema della formazione di una nuova classe dirigente: “Questo Congresso è importante perché siamo ad un punto delicato della nostra categoria. Insieme possiamo costruire la classe dirigente – ha detto il Presidente del CNI Armando Zambrano nel suo discorso di apertura –. Siete e siamo convinti che dobbiamo lavorare insieme. La Rete delle Professioni Tecniche, in questo senso, è un grande risultato. La nostra professione è la più importante per ordine di matricole nelle Università. Abbiamo sentito Ministri che ci hanno chiesto collaborazioni ed aiuti. Sono giovani, ma il fatto che lo abbiano fatto è un sintomo importante. Sono anni che studiamo, che produciamo documenti e modifiche legislative”.

 

LA TRAGEDIA DI GENOVA

Nel corso del Congresso si è parlato anche del crollo del Ponte Morandi a Genova. “Il crollo ha evidenziato le problematiche di questo paese – ha detto Zambrano –. Non ci è piaciuto il tentativo di scaricare sul progettista, è una cosa meschina. Ma grazie a Dio la categoria ha risposto. Riccardo Morandi era un genio, uno degli ingegneri più importanti che abbiamo avuto, costruttore di ponti e di opere straordinarie. Lo scarico di responsabilità è un tema classico in questo paese. Il paese non ha capito come si imposta un tema delicato come la manutenzione. La situazione di Genova ha bisogno di interventi straordinari e non ci metteremo di traverso. Il ponte è solo un aspetto delle necessità, diamo un segnale di capacità di investimento sul futuro e pensiamo alle infrastrutture”. “Il crollo del ponte Morandi – ha detto il Vice Presidente CNI Gianni Massa - ha messo in evidenza un cortocircuito, quello della comunicazione. I nostri rappresentanti politici, presenti e passati, hanno dichiarato la necessità urgente di fare la ricostruzione bene e in fretta, quindi di derogare al codice. È ovvio e corretto che sia urgente e che si abbia necessità di procedimenti delicati. È un cortocircuito il fatto che la stessa parte politica dedicata a esprimere le norme dica che quelle norme stesse non possono essere utilizzate per farle bene e in fretta.

LE RICHIESTE AL GOVERNO

Tra i passaggi più significativi della due giorni c’è la richiesta al Governo di misure di semplificazione fiscale ed amministrativa a favore dei professionisti. Tre le questioni fondamentali secondo i tecnici: la prima è la necessità di individuare parametri oggettivi per l’assoggettabilità dei professionisti all’IRAP in quanto l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive e la sua applicazione ai lavoratori autonomi restano ancora un tema controverso dal momento che il presupposto dell’imposta è l’autonoma organizzazione ma la norma e la giurisprudenza non indicano parametri oggettivi per individuare, per ciascun tipo di attività, l’esistenza o meno di una autonoma organizzazione. Di conseguenza è il giudice di merito ad accertare di caso in caso l’esistenza di tale requisito. I professionisti chiedono quindi di chiarire la definizione di autonoma organizzazione, anche mediante la definizione di criteri oggettivi, ai fini della non assoggettabilità dei professionisti, degli artisti e dei piccoli imprenditori all’imposta regionale sulle attività produttive.  

La seconda questione è quella relativa alla deducibilità dei costi dell’autovettura dal momento che la normativa fiscale individua per i professionisti limiti di deducibilità per alcune categorie di spesa attraverso la presunzione legale dell’uso promiscuo.

Un’ultima importante richiesta degli ingegneri è la modifica del regime forfettario. Attualmente quest’ultimo assoggetta il reddito prodotto ad una imposta sostitutiva, in misura fissa del 15% (ridotta per i primi 3 anni) e limita l’accesso e la permanenza nel regime forfettario al rispetto di determinati parametri tra cui quelli di natura reddituale e per ciascun settore economico è individuato un limite reddituale ed un coefficiente di redditività. Per gli ingegneri il limite è di € 30.000 e la proposta che giunge dal Congresso degli Ingegneri è di estendere questo limite a € 50.000 per una vasta gamma di professionisti. Inoltre, al fine di limitare la riduzione del gettito erariale, e per motivi di equità fiscale, si ritiene utile definire, all’interno dello stesso provvedimento, una seconda aliquota pari al 25% per i compensi che superano l’attuale somma di Euro 30.000 fino al raggiungimento della soglia di Euro 50.000 ed un limite reddituale per l’accesso e la permanenza nel regime pari a Euro 50.000.

 

WORKING: LA PIATTAFORMA DEGLI INGENGERI

Durante il congresso è stata presentata WorkING, la piattaforma di servizi offerta agli iscritti dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri con la Fondazione CNI in rete con gli ordini territoriali: “I dibattiti di questo Congresso – ha il Vice Presidente del CNI e responsabile del progetto Gianni Massa – hanno messo in evidenza quanto i nuovi linguaggi stanno cambiando, evidenziando le nuove forme di lavoro, le competenze trasversali. Questo è il motivo per cui è nato WorkING. Siamo nella fase di partenza ma siamo in tanti, è un progetto che mette al centro le competenze. Gli studenti di ingegneria possono accedere e nel brevissimo potranno profilarsi”.

Powered by Di-SiDE
Go to top