Oic interviene nel dibattito sulla questione idrica

Data di pubblicazione: 
Giovedì, Dicembre 21, 2017

Carenza d’acqua, siccità, situazione degli invasi e della rete. Attraverso un intervento sull’Unione sarda in edicola oggi, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari prende posizione sulla questione idrica.

“In Sardegna manca la programmazione: parliamo di siccità solo quando arrivano i razionamenti” ha sottolineato Antonino Mazzullo a nome della Commissione Idraulica, ma la posizione dell’Ordine è più articolata: “In merito al sistema di invasi in Sardegna, non tutti i bacini dell’isola soffrono allo stesso modo il periodo di siccità che stiamo vivendo, per motivi essenzialmente geomorfologici e pluviometrici ma anche legati all’infrastrutturazione del sistema, per cui ci sono alcuni invasi capaci di sopperire alla mancanza di apporto e altri che invece soffrono una ormai cronica penuria (ad esempio attualmente la Nurra ed il Sulcis)”.

Per quel che concerne le restrizioni imposte in alcuni comuni, spiega la commissione idraulica OIC, si evidenzia che rientra nella normalità che non vi sia un’immediata “risposta” dell’invaso. Nel senso che prima che le piogge vengano tramutate in risorsa disponibile passa del tempo, dovuto innanzitutto alla corrivazione delle acque dai punti di pioggia agli invasi. Poi c’è l’aspetto che riguarda la visione di lungo periodo; infatti, data la scarsità di approvvigionamenti e considerato che l’andamento delle piogge non è a priori conosciuto se non su basi statistiche, si può solo incidere sui prelievi.

A questo si aggiunga che in tempi di siccità, ovvero di scarsità di apporto meteorico ai bacini, corrisponde un aumento del consumo, amplificando ulteriormente la criticità del sistema di approvvigionamento.

Per sopperire alla differenza di immagazzinamento degli invasi e bilanciarne le capacità, la Regione Sardegna ha pianificato, attraverso il Piano stralcio di bacino regionale per l'utilizzo delle risorse idriche, gli interventi infrastrutturali e gestionali necessari a garantire il soddisfacimento delle richieste. All’interno della citata programmazione regionale si è iniziato a mettere a sistema gli invasi mediante interconnessione dei bacini. Il sistema Flumendosa – Tirso è stato completato nel 2011 ed è in corso di affidamento il servizio di progettazione dell’interconnessione di questo sistema con il sistema Sulcis-Iglesiente.

I Consorzi di bonifica, in virtù della riorganizzazione del settore idrico attuata dal governo Soru tra il 2004 ed il 2008, gestiscono l’acqua ad uso irriguo, pari a circa il 60 percento della risorsa utilizzata in Sardegna. Il 35% è utilizzato da Abbanoa per gli usi civili mentre il restante 5% è utilizzato dall’Industria.

In Sardegna sono presenti attualmente nove Consorzi di Bonifica, ma è in atto un processo di fusione che dovrebbe completarsi entro l’anno tra i Consorzi di Bonifica del Sud Sardegna (Cixerri, Basso Sulcis e Sardegna Meridionale). Questi gestiscono circa 180.000 ettari di superficie attrezzata (servita dall’irrigazione). Fondamentale in questo senso sarebbe un deciso ammodernamento delle reti così da diminuire drasticamente le perdite (le condotte che servono le superfici attrezzate ammontano a circa 1200 km).

Riguardo al sistema di distribuzione e delle reti cittadine in generale si deve notare come le perdite siano ancora molto elevate, arrivando a punte del 40 percento in alcuni comuni. Risolvere il problema o quantomeno tenerlo entro valori fisiologici comporterebbe certamente un bel risparmio della risorsa.

Altro argomento di fondamentale importanza è il riutilizzo dei reflui, per massimizzare lo sfruttamento della risorsa idrica e fare in modo così che i reflui possano tornare nella disponibilità quantomeno per l’irrigazione. Alcuni consorzi hanno già provveduto ad attivarsi in tal senso (Nurra, Nord Sardegna e Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale), mentre altri si stanno attivando in tal senso.

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