Ribassi eccessivi ed equità dei compensi professionali. Non solo ingegneria: la Commissione Lavoro del Senato esamina il Disegno di Legge

Data di pubblicazione: 
Venerdì, Luglio 14, 2017

Per essere considerato equo, un compenso deve essere "proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale". È questo il punto centrale del ddl 2858 recante "Disposizioni in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate" in esame in queste settimane in commissione Lavoro del Senato.

Il testo normativo dichiara la nullità di qualsiasi clausola o patto che preveda un compenso non equo o che determini un eccessivo squilibrio tra le parti in favore del committente. Inoltre, il disegno di legge introduce la presunzione di iniquità di compensi di ammontare inferiore ai minimi stabiliti dal decreto parametri. Se il testo fosse convertito, si tratterebbe in effetti del superamento del Decreto Bersani del 2006 che aveva abrogato le tariffe minime per favorire la concorrenza tra i professionisti.

Nella relazione di accompagnamento del ddl, è specificato che l’obiettivo della norma non è soltanto la protezione dei redditi dei lavoratori, ma anche la tutela di tutti i consumatori che sarebbero posti al riparo da servizi professionali di bassa qualità.

«Si tratta di una questione che ci tocca da vicino – dice il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari Gaetano Nastasi –. Grazie alla commissione Bandi e al nostro Centro Studi abbiamo rilevato che con l’attuale normativa è possibile aggiudicare bandi per servizi di Ingegneria e Architettura con costi orari inferiori al solo costo minimo garantito per contratto ai dipendenti degli studi professionali». Per questa ragione OIC ha stilato un documento contenente delle linee guida interpretative da utilizzare per il calcolo dell'anomalia dell'offerta nei Servizi di Ingegneria e Architettura. «Le nostre linee guida vogliono essere un documento di riferimento per i liberi professionisti nella giusta valutazione del proprio compenso ma anche per i colleghi dipendenti della Pubblica Amministrazione chiamati a valutare la congruità delle offerte – conclude Nastasi – auspichiamo che il legislatore ponga al più presto rimedio a questa situazione».

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