Rischio idrogeologico: lavorare su prevenzione, formazione dei cittadini ed eccesso di burocrazia.

Data di pubblicazione: 
Mercoledì, Ottobre 24, 2018

 

 

Rischio idrogeologico: lavorare su prevenzione, formazione dei cittadini ed eccesso di burocrazia.
La ricetta di OIC a dieci anni dall’alluvione di Capoterra.

 

 

La prevenzione innanzitutto: costa meno degli interventi post evento e dà migliori risultati. Poi puntare sulla formazione dei cittadini, in modo che sappiano bene cosa fare in caso di allerta. Quindi ridurre gli ostacoli burocratici in modo da ridurre i tempi di realizzazione delle opere.

Sono questi i punti principali su cui è necessario lavorare secondo quanto emerso dal convegno organizzato dalla Commissione idraulica dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari, in collaborazione con la Rete delle Professioni Tecniche della Sardegna, nel giorno del decimo anniversario del disastro che ha colpito Capoterra il 22 ottobre del 2008.

A dieci anni dall’alluvione, un serio banco di prova, sono stati gli eventi alluvionali che si sono registrati lo scorso 10 ottobre. «Abbiamo verificato che la rete di emergenza e assistenza della Protezione Civile ha funzionato e che la popolazione ha, in buona parte, risposto prontamente – ha detto il presidente di OIC Sandro Catta –, è chiaro che c’è ancora tanto da fare, in particolare per quanto riguarda le opere». La burocrazia rimane uno scoglio difficile da superare, e quando accadono i disastri, a prendersi la responsabilità di eventuali mancanze sono i tecnici. «Ma non esiste solo l'eventuale responsabilità del tecnico, esiste anche una responsabilità collettiva per situazioni che si sono sovrapposte per decenni».

I LAVORI

La giornata di studio è iniziata dalla mattina con i saluti del presidente Oic Catta, del Preside della Facoltà di Ingegneria e Architettura Corrado Zoppi, del vicepresidente del Consiglio Nazionale Ingegneri Gianni Massa, dell’Assessore Regionale dei Lavori Pubblici Edoardo Balzarini, della coordinatrice della Rete Professioni Tecniche Sardegna Patrizia Sini e del sindaco di Capoterra Francesco Dessì.

Quindi, moderati dal coordinatore della Commissione idraulica OIC Pasquale Garau e dal consigliere referente Fabrizio Porcedda, la mattinata è proseguita con gli interventi tematici sulla Ricostruzione degli eventi durante l’alluvione, con il meteorologo Matteo Tidili che ha approfondito il ruolo dei fenomeni meteorologici, il geologo Antonello Frau cheha discussodi quelli franosi e dell’ingegnere Saverio Liberatore che si è invece concentrato su quelli idrologici e idraulici.

Prima della pausa, Evandro Pillosu (RAS - Servizio territoriale opere idrauliche di Cagliari (STOICA) è intervenuto sul tema “Effetti dell’evento sui piccoli sbarramenti: stato di attuazione della LR 12/2007 e implicazioni di Protezione Civile”, mentre Fabio Cambula, ha esposto lo stato dei “Lavori di Sistemazione idraulica del Rio San Girolamo in Comune di Capoterra” e della sua esperienza pratica come coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.

A partire dalle 12 sono poi intervenuti Alberto Vaquer, del progetto Protezione Civile Comunale 2.0, che ha parlato de “L’integrazione dei sistemi di Early-Warning nei Piani di Protezione Civile – Il caso del rischio idraulico del Comune di Viddalba”, quindi Gianfranco Becciu, docente di Costruzioni idrauliche, Marittime e Idrologia al Politecnico di Milano, che ha esposto il suo intervento su “Il rischio di allagamento, le bombe d’acqua e l’arca di Noè”.

In chiusura di mattinata il Technical Manager di Officine Maccaferri Italia Rinaldo Uccellini ha parlato de “L’Utilizzo di tecnologie innovative per la sistemazione dei bacini e la salvaguardia da rischio alluvioni”, quindi Gianluca Cocco, direttore del Servizio di sostenibilità ambientale e sistemi informativi RAS e vicepresidente Oic, ha illustrato “Strategie e azioni della Regione Sardegna in tema di adattamento di cambiamenti climatici”.

La sessione pomeridiana ha avuto il via alle 15 con l’intervento di Roberto Deidda, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia del DICAAR - Università degli Studi di Cagliari, su “Aggiornamento delle curve di possibilità pluviometrica per la Regione Sardegna”. Quindi, il direttore del Servizio difesa del suolo, assetto idrogeologico e gestione del rischio alluvioni della Regione Sardegna Marco Melis ha illustrato la “Pianificazione regionale in tema di rischio idrogeologico: modifiche normative e scenari futuri”. Costantino Azzena del Servizio opere idriche e idrogeologiche (SOI) della Regione Sardegna ha parlato quindi della “Programmazione regionale in tema di rischio idrogeologico: procedure e approccio tecnico”.

A seguire sono intervenuti il direttore generale della Protezione Civile Sandra Tobia e il direttore del servizio pianificazione e gestione delle emergenze Mauro Merella che per discutere de “La pianificazione di protezione civile in attuazione del D.Lgs. 1/2018 e della LR 13/2018”.

Ha chiuso la giornata di studio la tavola rotonda moderata dalla giornalista Flavia Corda.

 

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