Società di progettazione in House? Scelta anacronistica

Data di pubblicazione: 
Martedì, Novembre 20, 2018

 

Il CNI: «Società di progettazione in House? Scelta anacronistica»

OIC: «Affidarsi al mercato e usare le risorse della PA per pianificazione e controllo delle opere»

 

 

Il numero uno degli Ingegneri Italiani Armando Zambrano l’ha definita una “scelta anacronistica”. Il vicepresidente Giovanni Cardinale ha messo in luce come “la complessità delle opere pubbliche richieda caratteri di multi ed interdisciplinarietà che è impossibile trovare in una struttura pubblica come quella che viene ipotizzata”. L’altro vicepresidente Gianni Massa ha parlato della necessità di non privare il tessuto professionale di preziose opportunità di crescita.

Attraverso una nota diffusa ieri, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri si è espresso in maniera molto critica contro la previsione (contenuta nella Legge Regionale sui Lavori Pubblici e confermata dalla legge finanziaria sarda n. 40/2018) di una società di progettazione delle opere pubbliche gestita in house dall’amministrazione sarda.

 

Una posizione condivisa dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari. «La pubblica amministrazione sarda ha grandi professionalità, con specifica formazione per la gestione del processo di pianificazione ed attuazione dell'opera pubblica. Ha senso – si domanda il presidente Sandro Catta – chiedere loro di occuparsi di progettazione quando c’è un mercato del lavoro popolato da professionisti di livello e colpito da una crisi senza precedenti?».

Secondo i tecnici cagliaritani è necessario inoltre valutare attentamente la mole di lavoro che tale società dovrebbe affrontare: «I nostri iscritti che lavorano nella pubblica amministrazione hanno grandi capacità che non mettiamo certo in discussione – spiega la vicepresidente Denise Puddu –, ma ci si chiede quale mole di lavoro verrà posta sulle loro spalle. Solleviamo inoltre dubbi sulla legittimità del provvedimento legislativo, sottolineando che “ai fini dell'affidamento in house di un contratto avente ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza le stazioni appaltanti devono effettuare preventivamente la valutazione dei soggetti in house, dando conto dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta anche con riferimento ai principi di efficienza, di economicità e di qualità del servizio, nonché di ottimale impiego delle risorse pubbliche”(D.Lgs. 50/2016)».

Troppe, sostengono gli ingegneri, le figure con specializzazioni diverse necessarie per garantire la centralità del progetto e la sua qualità, meglio sia il mercato, di volta in volta, a selezionarle con le regole della concorrenza. «Costituire un ufficio talmente strutturato da gestire opere pubbliche di diversa natura e di valore complessivo superiore ad 80 milioni di euro equivale – conclude Puddu – a creare una società elefantiaca, stante il numero e l’eterogeneità della professionalità richieste, difficilmente in attivo, in grado di decretare la chiusura di molti studi professionali sardi ed il conseguente licenziamento dei tanti colleghi che ci lavorano».

 

 

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