Trasporto Pubblico Locale: dal 2019 via alla libera concorrenza

Data di pubblicazione: 
Lunedì, Luglio 9, 2018

Trasporto Pubblico Locale: dal 2019 via alla libera concorrenza
Gli operatori: “prima delle gare mettere in sicurezza il sistema”

 

           

Procedure di gara aperta per i servizi di linea urbana ed extraurbana, con il fine ultimo di ottenere servizi migliori a prezzi più bassi per i cittadini. Lo impongono le direttive europee, l’Italia e la Sardegna entro dicembre 2019 si dovranno adeguare alla nuova normativa che rivoluzionerà l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale.

 

«Da dicembre 2019 cambierà in maniera significativa il modello del trasporto pubblico in Sardegna – dice il presidente del Centro studi OIC Gianfranco Fancello –. Si tratta di un cambio radicale di paradigma: non si dovrà ragionare più in termini linea ma di bacino di domanda, ambito territoriale di offerta e di congruo bilanciamento fra costi e ricavi. Un ruolo rilevante dovrà poi essere giocato dagli enti locali che saranno chiamati ad avere una chiara e matura prospettiva di pianificazione».

 

«Sono anni cruciali per il settore e per le aziende – spiega il coordinatore della commissione trasporti OIC Francesco Sechi –. Arst, Ctm, Atp Sassari, Atp Nuoro, Aspo Olbia e tutto il mondo dei vettori privati dovranno confrontarsi con un mercato in continuo mutamento». Per comprendere le problematiche e anticipare le opportunità della nuova riforma, la Commissione Trasporti e il Centro Studi dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari, con il patrocinio della Città Metropolitana di Cagliari e dell’Università di Cagliari, hanno organizzato l’incontro di ieri su La riforma del TPL in Sardegna, prospettive per la Città Metropolitana e gli Enti Locali.

 

«È importante comprendere quali atti stanno compiendo le amministrazioni che saranno chiamate a svolgere le procedure di gara e come si stiano organizzando le aziende di trasporto locali per farsi trovare pronte e competitive rispetto a possibili proposte di aziende esterne, italiane o straniere – continua Sechi –. A dispetto della scarsità della domanda di trasporto che caratterizza la Sardegna, se paragonata a quella di altre realtà italiane, le aziende locali fanno degli importanti utili di gestione rendendo il mercato sardo molto appetibile ad altri operatori che ritengano di essere in grado di gestire i servizi a costi ancora più bassi”.

 

«L’incontro di oggi suscita particolare interesse – ha detto in apertura il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari, Sandro Catta –, può portare Delle ripercussioni in positivo e in negativo se mal interpretato». Nel corso dell’incontro, dopo l’introduzione del presidente del Centro Studi Fancello, è intervenuto il direttore dell’agenzia dei Trasporti di Brescia Alberto Croce sulruolo delle Agenzie di Mobilità, un ente partecipato da più Enti Locali “in grado di dare una visione unitaria a servizi di trasporto intercomunali rendendo possibile il superamento di rivalità e gelosie di carattere locale tra enti”.

Il docente dell’università di Trieste Giovanni Longo ha quindiaffrontato il tema delle opportunità e problematiche legate agli affidamenti tramite gara evidenziando come il Friuli Venezia Giulia ha iniziato il processo di riforma del settore già dal 1999 con l’avvio delle prime procedure di gara che hanno imposto una radicale riorganizzazione del settore che ha visto la riduzione del numero di Aziende da 10 a 4, il numero di Concessioni da 20 a 4 e l’età media dei bus da 11 anni a 6 anni. Italo Meloni, direttore del centro di ricerca sulla mobilità ha puntato invece l’attenzione sui metodi scientifici di definizione dei bacini di mobilità che dovrà essere portata avanti dalla Regione Sardegna. Meloni ha spiegato che i bacini dovranno avere un’utenza minima di 350mila abitanti o coincidere con le aree vaste cittadine ma ha poi puntato l’attenzione sul fatto che l’aspetto fondamentale per l’applicazione della riforma è l’individuazione di una rete di trasporto efficiente ed efficace e quindi correttamente dimensionata condizione necessaria per l’avvio delle gare su cui la Regione è in forte ritardo.

 

Dalle tavole rotonde conclusive è arrivato forte un messaggio: non si dilapidi il patrimonio accumulato nel Tpl in questi anni in Sardegna. Sia gli operatori economici che gli amministratori hanno riconosciuto la necessità primaria di “mettere in sicurezza il sistema” attualmente operativo. Il presidente di Arst Chicco Porcu ha parlato dell’efficienza garantita dall’azienda che dirige nonostante la flotta aziendale stia rapidamente invecchiando: “È necessario investire sul parco mezzi e fare affidamenti in house i servizi per non perdere il patrimonio acquisto, mettere in sicurezza il sistema che abbiamo prima di pensare alle gare”.

Porcu ha poi lanciato un monito sulla possibilità che siano i monopolisti stranieri i soli a venire a partecipare alle gare. Gare per bandire le quali, ha sostenuto inoltre il presidente Aspo Olbia Massimo Putzu, non ci sono i tempi tecnici.

Roberto Murru, presidente di Ctm, ha parlato della necessità di proseguire nel percorso iniziato investendo ancora di più in tecnologia e innovazione, mentre l’assessore Regionale agli Enti Locali Cristiano Erriu, dopo aver riconosciuto il ritardo accumulato dalle istituzioni nell’affrontare il nodo del futuro del trasporto pubblico, ha parlato delle opportunità che la riforma può portare: «la città metropolitana può andare oltre i suoi confini offrendo servizi e, soprattutto, un modello; le tre aree di Cagliari, Sassari e Olbia potranno lavorare e programmare opere infrastrutturali importanti non escludendo anche l’istituzione di Enti Intermedi»

«Non mi piace e non condivido l’idea che il trasporto pubblico locale finisca in mano ai privati – ha detto in chiusura il sindaco metropolitano Massimo Zedda –. Il rischio è che alla fine gli operatori chiedano soldi sia al pubblico che agli utenti: la priorità è tutelare le aziende sarde e continuare a garantire a tutti il diritto al trasporto».

 

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