Per un Piano Regionale dei Trasporti - lettera aperta del prof. Annunziata

Data di pubblicazione: 
Mercoledì, Ottobre 17, 2018

Riceviamo la seguente lettera da parte del Professore Francesco Annunziata, docente di Costruzione Strade presso l'Università degli studi di Cagliari, e membro della Commissione Trasporti OIC; lo riproponiamo ai nostri utenti, nell'ottica di stimolare il dibattito su un argomento così importante per il nostro territorio.

 

Per un Piano Regionale dei Trasporti

 

Dobbiamo renderci conto che in Sardegna non avremo mai le autostrade; può essere sufficiente trasformare taluni itinerari viari, già oggi adeguati a strade a carreggiate separate, in strada extraurbana principale – tipo B, come da normativa, poiché è sempre una strada a carreggiate separate, progettata con un intervallo di velocità di progetto compresa tra i 90 e i 120 km/h.

Altri itinerari, come quelli dati dalla S.S. n° 125 e dalla S.S. n° 389 – così da avere un itinerario longitudinale orientale da Cagliari a Palau/S.Teresa, via Nuoro,  in rapporto con le linee per la Corsica – e dalla S.S. n° 129 (trasversale sarda di collegamento tra la S.S. n° 131 ed il predetto itinerario longitudinale) possono essere adeguati a dare un itinerario  quantomeno con caratteristiche di strada tipo C1, la sezione di buona parte della nuova “Orientale”.

Ma è importante che ci rendiamo conto che a questa armatura principale va riferito il resto della rete viaria, importantissimo se vogliamo parlare seriamente di continuità territoriale e quindi di interconnessione, attraverso gli itinerari principali, ai porti ed agli aeroporti dell’Isola.

E tuttavia occorre che finalmente spostiamo l’attenzione dalle strada alle ferrovie.

Per esempio, quando si parla di turismo occorrerebbe intendere i percorsi cicloturistici regionali rapportati quantomeno alle linee turistiche regionali – linee a scartamento ridotto, da riqualificare – alle quali e dalle quali muoversi con l’uso della bicicletta. Si tratta di ragionare in una logica di sistema regionale e quindi di competenza della RAS;  ed allora si vedrebbe che le linee a scartamento ridotto non sono inutili, e vanno potenziate in una logica di sviluppo turistico delle regioni interne.

Certo è che sono poco appetibili come linee di trasporto collettivo che devono collegare velocemente le diverse realtà urbane dell’Isola.

Si tratta di intendere le attuali linee a scartamento ridotto come la Cagliari-Isili, la Sassari- Aeroporto di Alghero - Alghero, la Macomer-Nuoro come parte di una rete unitaria, con le stesse linee a scartamento ordinario, e quindi gestita dallo stesso Ente che sovrintende alle Ferrovie dello Stato.

Vanno lasciate a scartamento ridotto ? Penso che occorra cominciare a riflettere sulla necessità/convenienza di portarle ad essere linee a scartamento ordinario, migliorando non solo i collegamenti a Nuoro, ma rapportando questa stessa area regionale al porto di Olbia/Golfo Aranci ed all’aeroporto di Olbia.

Penso inoltre che ci dobbiamo mettere su questa strada – di progressivi interventi -  iniziando a migliorare i collegamenti esistenti, attraverso iniziali  attività di manutenzione straordinaria e di adeguamento.

Se anche in Sardegna vogliamo avere nella ferrovia l’infrastruttura portante della mobilità, occorre andare a Piani e a Progetti che nel tempo progressivamente realizzino un sistema unitario ferroviario, di valenza sovraregionale.

Non avremo mai linee Tav: non ci sono le condizioni ambientali, e dovremmo cercare di potenziare il nostro sistema infrastrutturale evitando il consumo di risorse territoriali non rinnovabili. Abbiamo un patrimonio ambientale che deve essere valorizzato e salvaguardato, evitandone la compromissione e talvolta la distruzione come in parte è già avvenuto nelle nostre coste, depredate dalla speculazione immobiliare.

Non abbiamo bisogno di autostrade, ma di un sistema viario ben interconnesso, e non abbiamo bisogno di linee Tav, ma di un sistema ferroviario altrettanto interconnesso al suo interno e con lo stesso sistema stradale e finalmente con i porti e gli aeroporti.

A mio avviso, continuità territoriale significa questo e significa essere nel nostro territorio, e nei confronti di quello nazionale, nelle stesse condizioni degli altri cittadini italiani. Le nostre linee TAV sono i collegamenti aerei, ed agli aeroporti dobbiamo arrivare agevolmente da qualsiasi area interna, e dagli aeroporti localizzati nella Penisola dobbiamo proseguire grazie alla complementarietà aereo/linea Tav, in partenza dallo stesso aeroporto di arrivo. Oggi è già così dal binario n°3 dell’aeroporto di Fiumicino, con linee TAV delle Ferrovie dello Stato, vero talune città maggiori del nostro Paese, servite appunto da linee TAV.

 

Quanto scritto esprime esclusivamente l'opinione dell'autore e non impegna in alcun modo il Consiglio Direttivo OIC né la Commissione Trasporti.

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