La Giunta approva Piano industriale triennale e budget ma non coinvolge la Rete delle professioni tecniche nonostante il protocollo di intesa firmato nel 2019.
Un accordo quadro del valore di oltre sei milioni e mezzo di euro e della durata di quattro anni, bandito per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura ad un solo operatore economico che, di fatto, esclude tutti gli studi tecnici sardi.
Uno strumento essenziale che consentirà agli enti proprietari di monitorare lo stato di conservazione del patrimonio edilizio e le eventuali situazioni di criticità.
Ieri l’incontro con i dirigenti dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici per discutere del futuro della Società in House, la cui creazione come strumento di progettazione interna alla PA avvenuta al termine della scorsa Consiliatura, aveva suscitato le proteste dei tecnici.
La Regione comunica: “Sarà invece orientata principalmente alla gestione dei procedimenti. La prima selezione di tecnici entro l’anno”.
Nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore regionale Antonietta Bussi ha rilanciato il tema della difficile gestione delle società in house
Il Tribunale amministrativo sardo si è espresso sul costo del lavoro nella valutazione delle offerte anomale, un tema su cui OIC ha stilato da tempo delle Linee Guida.
Questa mattina la Rete delle Professioni Tecniche era stata invitata a partecipare a un incontro con l’Assessore dei Lavori Pubblici Edoardo Balzarini sul Piano industriale di Opere e infrastrutture di Sardegna Srl. La Coordinatrice Patrizia Sini (Architetti): “Visti i tempi concessi per l’analisi del documento ci si chiede quale sia la reale volontà di confronto dell’amministrazione”.