Ambiente, clima e territorio: gli ingegneri al centro della sfida della prevenzione
Facebook Twitter WhatsApp LinkedIn Email La tutela dell’ambiente e la sicurezza del territorio rappresentano oggi una priorità strategica per la categoria degli Ingegneri, soprattutto in Sardegna.
Data:
5 Giugno 2026
La tutela dell’ambiente e la sicurezza del territorio rappresentano oggi una priorità strategica per la categoria degli Ingegneri, soprattutto in Sardegna. È questo il messaggio portato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari al convegno “Clima che cambia, territorio che risponde: il dissesto idrogeologico e le strategie di gestione del rischio”, organizzato alla Manifattura Tabacchi di Cagliari lo scorso 27 maggio da ARPAS nell’ambito delle iniziative per il ventennale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna.
Il convegno ha affrontato il tema del dissesto idrogeologico in un contesto segnato da eventi climatici sempre più intensi e frequenti: precipitazioni concentrate in tempi brevi, ondate di calore, periodi di siccità alternati a piogge intense e mareggiate. Fenomeni che non possono più essere letti come semplici emergenze occasionali, ma come elementi strutturali con cui la pianificazione, la progettazione e la gestione del territorio devono confrontarsi in modo stabile.
All’incontro ha preso parte, in rappresentanza di OIC, il vicepresidente Walter Quarto, intervenuto all’interno dei saluti istituzionali insieme ai rappresentanti delle istituzioni regionali, del mondo universitario e degli ordini professionali tecnici.
Nel suo intervento, Quarto ha sottolineato come il dissesto idrogeologico non sia soltanto un problema naturale, ma il risultato dell’interazione tra processi fisici e scelte antropiche. Frane, alluvioni ed erosione costiera producono effetti più gravi laddove il territorio è stato trasformato senza un’adeguata pianificazione preventiva, in presenza di urbanizzazione, consumo di suolo e infrastrutture non sempre adeguate rispetto ai nuovi scenari climatici. Da qui la necessità di un cambio di paradigma: non limitarsi a intervenire dopo l’evento, ma rafforzare una cultura della prevenzione fondata su conoscenza, pianificazione, progettazione e governance integrata. I Piani di Assetto Idrogeologico, i Piani di gestione del rischio alluvioni, la cartografia del rischio, i modelli previsionali e i sistemi di allertamento rappresentano strumenti essenziali per orientare le decisioni pubbliche e tecniche.
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“Non è più possibile inseguire le emergenze: occorre anticiparle. La vera infrastruttura strategica del futuro non è soltanto l’opera realizzata, ma la capacità del sistema territoriale di resistere, adattarsi e continuare a garantire sicurezza, qualità della vita e tutela dell’ambiente. La risposta al cambiamento climatico non può essere affidata alla sola gestione dell’emergenza — ha detto Quarto —. Serve una visione integrata, capace di mettere insieme competenze tecniche, responsabilità pubbliche, risorse disponibili e consapevolezza delle comunità locali. Gli ingegneri hanno il compito di tradurre questa sfida in soluzioni concrete, sostenibili e durature”.
La tutela dell’ambiente, la prevenzione del rischio e la resilienza dei territori sono temi centrali per la categoria, e anche attraverso la Scuola di Formazione OIC, l’Ordine continua inoltre a promuovere percorsi di aggiornamento costante anche sui temi ambientali, della prevenzione del rischio e della resilienza del territorio. Una formazione tecnica continua e qualificata è infatti uno degli strumenti fondamentali per accompagnare i professionisti nelle nuove sfide poste dal cambiamento climatico. In un contesto in cui il clima cambia rapidamente, il ruolo dell’ingegneria diventa decisivo per aiutare le istituzioni a definire priorità, programmare gli interventi, utilizzare correttamente le risorse disponibili e costruire una nuova cultura della sicurezza.
Ultimo aggiornamento
18 Giugno 2026, 09:08